Introduzione
L’India adotta un regime di tasso di cambio fluttuante gestito. Questo sistema, in vigore dal marzo 1993, rappresenta un passaggio verso un tasso di cambio determinato dal mercato. Tuttavia, la Reserve Bank of India (RBI) partecipa attivamente al mercato valutario per gestire la volatilità e influenzare il tasso di cambio.
Comprendere il tasso di cambio fluttuante gestito
In un regime di cambio fluttuante gestito, il tasso di cambio è determinato principalmente dalle forze di mercato della domanda e dell’offerta. Tuttavia, la banca centrale (la Banca Centrale Indiana, nel caso dell’India) interviene per stabilizzare la valuta. Questo intervento può comportare l’acquisto o la vendita di valuta estera per evitare fluttuazioni eccessive.
Caratteristiche chiave
Influenza sul mercato: Il tasso di cambio è in gran parte determinato dalle dinamiche di mercato.
Intervento della RBI: La RBI opera attivamente sul mercato valutario per gestire la volatilità e influenzare il tasso di cambio.
Volatilità gestita: L’obiettivo dichiarato dell’intervento della RBI è contenere la volatilità del tasso di cambio.
Di fatto contro di diritto
È importante distinguere tra il regime valutario de jure (ufficiale) e quello de facto (effettivo). Mentre l’India rivendica ufficialmente una fluttuazione controllata, alcuni studi suggeriscono che l’intervento attivo della RBI potrebbe indicare una “paura della fluttuazione”, ovvero una situazione in cui la banca centrale esita a consentire al tasso di cambio di muoversi liberamente.
Ruolo e intervento della RBI
L’intervento della RBI sul mercato dei cambi è un aspetto cruciale del regime di cambio indiano. La banca centrale utilizza strumenti come l’acquisto e la vendita di dollari statunitensi e rupie per impedire l’apprezzamento della valuta.
Da febbraio a ottobre 2022, la RBI ha venduto 105 miliardi di dollari di riserve per impedire il deprezzamento, dopo che la Federal Reserve statunitense ha iniziato ad aumentare aggressivamente i tassi di interesse per contrastare l’inflazione.
Analisi storica
Un’analisi del regime di cambio dell’India dal 2000 al 2020 individua quattro regimi specifici, differenziati in base al grado di flessibilità. Questa analisi rivela inoltre che la RBI interviene spesso in modo asimmetrico, acquistando prevalentemente dollari quando la rupia subisce pressioni di apprezzamento.
Pressione sul mercato dei cambi
La pressione sul mercato valutario (EMP) misura la pressione sul tasso di cambio, che può essere contrastata tramite interventi sul mercato valutario o attenuata tramite una variazione del tasso di cambio. In un regime di cambio fluttuante, il tasso di cambio fluttua liberamente in base alle forze di mercato. In un regime di cambio gestito, la banca centrale interviene sul mercato valutario per assorbire la EMP.
Conclusione
Il regime di cambio indiano è a fluttuazione controllata, caratterizzato da tassi di cambio guidati dal mercato e dall’intervento della banca centrale. La RBI svolge un ruolo cruciale nel mantenimento della stabilità e nella gestione della volatilità del mercato valutario. Sebbene la posizione ufficiale sia quella di una fluttuazione controllata, l’entità dell’intervento della RBI suggerisce una realtà più complessa, che richiede un’analisi continua per comprendere appieno il regime di cambio di fatto.